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intervista a il tabacco del Camerun La coltivazione del tabacco in Camerun è stata introdotta alla fine degli anni ’40 su base sperimentale, quando il Camerun era ancora una colonia tedesca. In seguito i francesi hanno preso il controllo della regione centroafricana, e la SEITA, il monopolio di stato francese, ha sviluppato queste foglie sia per produrre i propri sigari, che per la vendita a terzi che era fatta all’asta a Parigi.La famiglia Meerapfel, produttori e commercianti di tabacco da ben quattro generazioni, anche a Cuba prima della nazionalizzazione, ha dunque cominciato la coltivazione anche in Camerun, convinti della possibilità di creare un prodotto particolare e di grande qualità, e gli ultimi risultati e le grani richieste e consensi del mercato stanno dando loro ragione.I semi originariamente usati erano Sumatra, ma oggi è improprio definirli tali perché grazie alla continua selezione dei semi unita alle caratteristiche morfologiche e climatiche del Camerun si sono adattati tanto da poter essere considerati una nuova qualità: sementi centroafricani. Non sono quindi ibridi ma una evoluzione naturale, per adattamento e selezione, del classico semente Sumatra."Abbiamo trovato una regione estremamente favorevole per il tabacco con un terreno ricco e fertile che non ha bisogno di fertilizzanti, ma si rigenera naturalmente grazie alla rotazione e riposo. La maggior parte degli altri paesi coltivano in piantagioni, e ciò significa che il tabacco viene sempre coltivato nello stesso posto, mangiando i nutrienti del terreno che necessita così di concimi sia naturali che chimici. La nostra capa invece è la più naturale perché nessuno dei nostri 5000 coltivatori utilizza fertilizzanti, non necessari grazie alla ricchezza e vastità dei terreni. In questi paesi, c’è tanto spazio a disposizione, e questo ci permette di usare un terreno ogni sette anni, dandogli la possibilità di riposarsi e rigenerarsi, specialmente con la vegetazione che lo circonda. Questo dà un sapore delicato, particolare, ed unico al mondo" dice Mr. Meerapfel.Il terreno ha caratteristiche uniche, e sarà per la particolare latitudine, il clima, la natura selvaggia, o la fortuna, ma sta di fatto che non si hanno mai avuto problemi con il "blue mold", la "muffa blu" che è la principale preoccupazione a Cuba e che ha costretto le autorità a sperimentare e introdurre sementi ibridi. Nella fascia a ridosso dell’equatore infatti, e ancora non si sa il perché, questo fungo aerofobo non è presente, quindi nessun trattamento chimico è necessario al terreno o alle piante.La caratteristica principale di questo tabacco è di essere coltivato al sole, sun-grown, senza l’utilizzo dei teli per filtrare i raggi solari. In confronto alle cape "sun-grown" di Ecuador o di Cuba che tendono ad essere più spesse e "cartonate", la capa Cameroon e di Centroafrica è molto fina, setosa ed elastica, presentando quindi tutti gli aspetti positivi del sun-grown (ricchezza, sapore, dolcezza, robustezza) e del shade-grown (setosità, finezza, elasticità).Le numerose fattorie sono dislocate su un terreno veramente ampio e selvaggio, e gli spostamenti non sono molto agevoli: diverse ore di jeep e qualche ora a piedi per raggiungere i vari campi. Sembra di essere fuori dal mondo, o di fare un volo a ritroso nel tempo dove anche le cose più scontate come telefoni, luce, televisione rimangono un sogno. E’ ancora un angolo di mondo incontaminato, selvaggio, rigoglioso e spettacolare, anche se può capitare di scontrarsi con mandrie di animali che distruggono interi campi."Qualcuno mi chiede, - dice Mr. Meerapfel - chi me lo fa fare di isolarmi in Africa per una settimana ogni mese, con un viaggio che dura due - tre giorni, per sorvegliare e controllare le piantagioni e i nostri centri di trattamento, e io rispondo semplicemente: è la mia vita, la mia passione e mi sento fortunato di poter fare e sviluppare qualcosa che mi piace e realizza. Le piantagioni, i raccolti, i processi di maturazione, fermentazione li devo controllare di persona perché solo così posso essere sicuro della qualità che è il motto della mia famiglia"Già, la famiglia, una parola che ricorre frequentemente nei discorsi di Mr. Meerapfel, per ricordare e sottolineare che la sua è e deve essere una azienda familiare, nella quale il nome Meerapfel diviene sinonimo di qualità, responsabilità, professionalità e serietà.E nonostante il taccuino sempre pieno di impegni che lo portano continuamente in giro per il mondo ha conservato la serenità e amore per il lavoro, la famiglia e la moglie con la quale è legato da ormai trent’anni. La cosa che più di ogni altra colpisce è il sorriso sempre scolpito e la passione per il tabacco suo business e suo amore.Ma vista questo suo amore per i sigari perché, viene da chiedersi, non lanciare sul mercato una propria linea di sigari."Perché non produco sigari in Camerun ma solo tabacco, - risponde Meerapfel – beh, per la serietà e credibilità della mia famiglia e della qualità dei miei prodotti. Non sarebbe accettabile e credibile nei confronti dei miei clienti produrre sigari in proprio, vorrebbe dire tenere il miglior tabacco per me trascurando così i miei clienti. Bisogna fare una scelta e io l’ho fatta. Tuttavia in Africa si è cercato di produrre qualche sigaro: qualche anno fa’ ad esempio venne a trovarci un signore dello Zimbabwe, che desiderava acquistare tabacco di capa, per una produzione locale destinata ai turisti. Purtroppo, era un’operazione non tanto seria ed a livello locale che non ha avuto seguito. Anche l’ex-ditta di tabacco del governo qualche anno fa’, aveva cominciato a produrre in Camerun un sigaro chiamato Sanaga, ma credetemi, in tutta sincerità, è un crimine chiamare sigaro quel prodotto, e d’altronde non esiste più. Non è semplice produrre un buon sigaro e ancor più difficile è garantire la continuità. Non basta infatti un buon tabacco per produrre un buon sigaro, come in cucina non bastano ottimi ingredienti per preparare un buon piatto. E’ fondamentale esperienza, conoscenza, tradizione, doti che non si improvvisano in poco tempo."Ma quanto è importante, e incide la capa nel sapore del sigaro?"La capa ha un’influenza tremenda sul sapore del sigaro. E’ facile fare la prova: togliete la capa che rappresenta una percentuale piccolissima nel sigaro, metteteci un’altra capa, e il sigaro avrà un sapore completamente diverso. Ci sono persone, tra le quale uno dei più grandi maestri Cubani, Aramis Valdez, che poteva parlare per ore per darvi la prova che la capa conta per il 40% sul sapore del sigaro. Il mio parere, è che la capa influisce sul 70% del sapore del sigaro, ma è quasi impossibile metterci una percentuale.Ad esempio, un bravissimo coltivatore e miscelatore Dominicano, ha fatto l’anno scorso sigari di prova. La composizione del filler, e la capa erano uguali su tutti i sigari, ma la sottofascia era diversa, cioè della stessa origine, ma di sementi diversi. Ogni sigaro aveva un sapore totalmente diverso! Questa è la prova che tutti gli esperti della nostra industria imparano ogni giorno una cosa nuova e diversa. Quindi non solo il paese di origine del tabacco, ma anche i sementi coltivati in questi paesi di origine hanno un effetto importantissimo sul sapore del sigaro."il tabacco CUBANO Non è un mistero per nessuno che negli ultimi anni la produzione dei sigari cubani ha avuto qualche problema, ammesso dagli stessi vertici Habanos, che stanno cercando di correggere. Abbiamo chiesto a Mr. Meerapfel cosa ne pensa delle ultime produzioni cubane. La situazione odierna dei sigari Cubani mi spezza il cuore. Non mi riferisco ad una scatola o un marchio in particolare, ma all’andamento generale. Ho fumato sigari Cubani par anni, sebbene ero in affari coi Dominicani, e tuttora mi è rimasto l’amore per quegli aromi ormai lontani. Ho avuto la fortuna di essere stato educato e formato a Cuba, da Cubani di quei tempi, persone favolose. Adoravo stare a Cuba, la gente di Cuba, e faccio parte di una delle famiglie e ditte maggiori acquirenti di tabacco Cubano (in foglie non sigari). La mia famiglia, per quasi mezzo secolo dagli anni 1950, è stata un attore importante nell’esportazione di tabacco cubano. A dispetto di cosa pensano in molti, Cuba fin dagli anni d’oro della sua produzione è stato un grandissimo esportatore di tabacchi, più che di sigari. Prima dell’embargo, quando gli Stati Uniti avevano ancora la possibilità di importare i sigari Cubani, il numero di sigari fatti a Cuba venduti sul mercato Statunitense era minimo confrontato ai sigari "Cubani" fabbricati negli Stati Uniti con tabacco Cubano. Senza dubbio Cuba ha un terreno e clima ideale per i sigari, e il clima, il terreno e i semi hanno un’influenza fondamentale sulla qualità del tabacco. Però ritengo molto più importante il modo in cui il tabacco viene trattato, e sopratutto la fermentazione che darà al sigaro il sapore ricercato. Una cosa che mi preme sottolineare è la confusione che si fa quando si parla di tabacco cubano. Cuba, come tutti gli altri paesi produttori di tabacco, ha certi tabacchi favolosi, e molti altri invece di pessima qualità, in qualsiasi raccolto. Ai Cubani piace far credere che tutti i sigari Cubani sono fatti con tabacchi di Vega Fina, e della regione di Vuelta Abajo dominata da San Juan e San Luis. Anche a Cuba come in ogni altra regione ci sono zone privilegiate per il tabacco e altre con una qualità nettamente inferiore e caratteristiche completamente differenti. In varie regioni, al di fuori di Pinar del Rio, in direzione di Vinales, è stato coltivato tabacco molto comune, mentre nella regione ovest a Pinar, veniva coltivato tabacco per sigarette. E’ quindi sbagliato classificare tutti i tabacchi coltivati a Cuba come tabacchi Cubani per sigari o tabacchi della Havana come tabacchi che verranno usati per sigari di qualità; sarebbe come fare il comparativo tra mele e banane. E’ vero che tutti i tabacchi vengono coltivati a Cuba, ma in regioni diverse e con semi diversi. Negli ultimi anni Cuba ha incontrato grossi problemi nella coltivazione, segnata dalle cattive condizioni climatiche, il terribile blue-mold, la mancanza di carburante di un certo periodo, concomitanze che hanno davvero diminuito sia la qualità che la quantità dei tabacchi a Cuba. Con tutti i problemi accennati, il tabacco coltivato a Cuba ha subito ibridazioni , per poter creare un seme resistente alle malattie. Il seme del corojo, è ormai definitivamente scomparso, soppiantato da diversi ibridi che hanno però perso le caratteristiche dei semi originari. Nello stesso tempo, problemi di nafta, avendo effetto sull’irrigazione dei campi e su mezzi di trasporto (nave bloccate nel porto) e la difficoltà ad ottenere fertilizzanti hanno determinato una totale trasformazione del sapore del tabacco. Un’altra complicazione è anche stata la mancanza di stock in tabacco. Infine, come se tutti questi problemi non bastassero, i Cubani devono dar fretta alla fermentazione ed alla fabbricazione dei sigari, per poter esportare sigari e fare entrare capitali stranieri nel paese. Al Festival dell’Habanos svoltosi a Cuba nel Febbraio di quest’anno, aficionados, agenti, ed importatori si lamentavano della qualità dei sigari Cubani. Nella mia opinione, certi sigari fabbricati altrove sono di qualità molto superiore. Il problema più importante che sembrano avere i Cubani oggi è la supervisione, l’orgoglio dei lavoratori, la qualità dei tabacchi disponibili per poter fare i sigari, e la mancanza di stagionamento del tabacco. Ora anche il più bravo chef se non ha i giusti ingredienti non potrà deliziare con grandi piatti! Tratto da una intervista a Richard Meerapfel per CCA |