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intervista a
Stefano Mannelli
titolare di MAGA

MAGA S.P.A.
Via G.Puccini n°103
52100 – Arezzo (Italy)
Fax 0575.984111
Phone 0575.984094
e-mail: maga_spa@tin.it

Come siete entrati nel mondo del tabacco?
Era la Primavera del 1997 e mi trovavo a Tokyo, nell’Azienda di un mio fornitore giapponese, nonché leader sul mercato della distribuzione di sigari pregiati, fu lui a consigliarmi di valutare la possibilità di entrare nel "business" del tabacco, a quel tempo ancora in Italia non era così facile ottenere licenze, tutta la distribuzione era concentrata nelle mani dell’allora Monopolio di Stato, poi successivamente anche l’Italia si è dovuta adeguare alle normative U.E. in materia.
In quel periodo riuscii a mettere in contatto l’agente dei Monopoli Italiani per l’esportazione dei toscani in Giappone, credo che se in Giappone sono oggi presenti i "Toscani" un po’ di merito è anche mio.
Comunque per ripagare il mio favore, il Signor Sab Tsuge, mi mise in contatto con varie Aziende del settore (Villiger, General Cigar, CAO, Nat Sherman).
Ufficialmente nell’estate del 1998 fu varato il progetto "tabacco" nella nostra azienda.
Quali sono stati i primi marchi introdotti nel mercato dalla Vs. Azienda?
Le operazioni di distribuzione sono iniziate nel 1999, i primi marchi che portammo in Italia furono i prodotti della CAO, i NAT SHERMAN, e prodotti di General Cigar "Hoyo de Monterrey Excalibur, Canaria D’Oro, Don Sebastian".
Nei sigari realizzati a macchina introducemmo allora la gamma Villiger Ireland, i Garcia y Vega ed i Robt. Burns che ancora oggi costituisce la struttura portante dei nostri prodotti mass-market.
La cosa estremamente interessante e positiva è il rapporto personale oltre che professionale che si è riusciti ad instaurare, e francamente oltre al puro e semplice business, si è creato un grande rapporto di stima e di collaborazione che mi ha consentito di conoscere tanti aspetti del mondo del tabacco e tanti piccoli segreti, per me completamente oscuri fino ad allora.
Ed il rapporto con A. FUENTE?
Dobbiamo fare un passo indietro, prima di parlare del marchio Fuente.
E’ il rapporto con la famiglia Newman, i cui sigari Cuesta Rey sono appunto prodotti dalla Tabacalera A.Fuente.
Ebbene nel Dicembre del 1998 raggiungemmo l’accordo con J.C.Newman per la distribuzione dei sigari Cuesta Rey, sicuramente la Famiglia Newman, segnalò ai Sigg.ri Fuente la nostra Azienda ed infatti nella primavera del 1999, la Famiglia Meerapfel esclusivista per l’Europa dei sigari A. FUENTE, dei mitici OPUS-X, dei BAUZA’ e dei MONTESINO, ci contattò proponendoci il contratto per l’Italia.
Debbo dire che anche in questo caso, il rapporto instaurato è stato fantastico, i sigari A. FUENTE erano il nostro sogno e ci siamo riusciti, è veramente gratificante ed è un onore rappresentare una Famiglia così storica e dei prodotti così leggendari.
Sicuramente non ci fermeremo qui, altri progetti stanno bollendo in pentola.
Mi può parlare del mercato italiano?
Rispetto ad altri mercati europei, l’Italia è un mondo a parte.
Innanzitutto va detto che il mercato italiano è parte integrata nel mondo dei sigari "toscani"; fanno parte della storia, della tradizione e se vogliamo della cultura del nostro paese, per cui tanto per essere chiari impossibile pensare ad un mercato nazionale con una quota ridotta di questo prodotto sarebbe come pensare all’Italia senza gli spaghetti o senza la pizza, impossibile!!!
Oltre a questi il resto dei prodotti necessità di una crescita di cultura del settore, siamo decisamente indietro rispetto ad altri paesi e dobbiamo quindi recuperare molta strada e molto tempo perduto.
Quando parla di cultura a cosa si riferisce?
Mi riferisco ai consumatori e agli addetti ai lavori, quando siamo entrati nel settore oltre ai sigari toscani l’orizzonte terminava ai sigari "Cubani".
Il primo passo è stato quello di creare informazione e notizie sull’altro emisfero quello dei sigari caraibici "Non Cubani", quindi Republica Dominicana, Nicaragua, Honduras, Jamaica, Costa Rica ecc., debbo dirLe che è un compito oneroso e difficile, è come abituare un bambino ad assaggiare nuove pietanze e nuovi cibi perché possa valutare e prendere conoscenza dei diversi sapori, non sempre è facile, ecco con i sigari è la stessa cosa, solo che a tutto questo è indispensabile smontare il fascino dell’etichetta e mi creda questo è l’aspetto più difficile, si guarda ancora di più ad un "logo" che al contenuto e alla bontà di un prodotto.
Vuol dire che i sigari Cubani sono meno buoni?
No, non dico questo, dico che il panorama mondiale dei sigari offre molta scelta oggi, quindi c’è la possibilità di provare, testare, apprezzare e decidere quale possa essere il sigaro migliore per ciascuno, lasciando da parte tutte quelle favole che spesso ingannano il fumatore e soprattutto il neofita.
Quindi sicuramente vi saranno ottimi sigari cubani come vi sono altrettanti ottimi sigari dominicani, honduregni, nicaraguensi ecc.
Semmai possiamo intavolare una discussione sui criteri di qualità e di costruzione, e soprattutto sulle tecniche di coltivazione dei tabacchi impiegati, poiché un sigaro fatto a mano necessità innanzitutto di ottimi tabacchi.
Molti non sanno che le migliori varietà impiegate nella foglia da fascia provengono dalle vallate del Connecticut, addirittura dagli inizi del 1600, e che addirittura molti sigari pre-Castro realizzati in Cuba impiegavano queste foglie prima dell’avvento del regime.
Per non parlare oggi dell’enorme successo, di varietà come quelle Camerunensi ed i magnifici Ecuador SunGrown che a mio giudizio possono essere annoverate tra le migliori nel mondo, o certe varietà prodotte in Messico, ed ancora i pregiati ligero provenienti dalle vallate dell’Honduras e negli altopiani Nicaraguensi, è ovvio che se non si fa corretta informazione, il consumatore finale pensa che il tabacco per fare i sigari provenga solo da Cuba.
Per tutto questo, una parte di responsabilità va attribuita anche a riviste e a testi che per lunghi anni hanno scritto delle totali e assolute scemenze, tanto che spesso mi domando se questi signori conoscono veramente la materia o vogliono cavalcare l’onda tanto per far notizia.
Quindi il segreto sul mercato è dato da una maggiore competizione
senza dubbio, la competizione seria e corretta è l’anima del business, della crescita di qualità, dell’assistenza e del servizio.
Senza questa i mercati sono piatti e non vi è sviluppo anzi regresso.
Mi spiego nei paesi come la Repubblica Dominicana, l’Honduras, il Nicaragua ecc. la qualità nella produzione sia del tabacco che dei sigari è data proprio dalla libertà dei gruppi e delle Famiglie di agire in una situazione di libero mercato, ognuno cerca di dare il meglio e di essere naturalmente più bravo degli altri, cosa che alla fine non può avvenire, la dove un Monopolio Autoritario non lascia completamente queste libertà, alla fine resta soltanto una lunga fila di marchi spesso prodotti in serie e da un'unica tabacalera, il risultato lo può facilmente dedurre Lei.
Ci parli del suo personale rapporto con i sigari
innanzitutto premetto non sono un "luminare" ne tanto meno voglio elevarmi ad esperto assoluto, mi piace il settore e da addetto fumo sigari, anzi ho avuto ed ho la possibilità di poterne fumare tanti.
Non ho preferenze particolari ma tra tutti quello a cui sono maggiormente legato e l’Arturo Fuente Gran Reserva Don Carlos "un robusto", che mi piace per l’ottima fattura e per la complessità degli aromi.
L’altro robusto che fumo più sovente è il modulo "Metropolitan Union", di Nat Sherman, è speziato e saporito.
Mi piacciono poi i "Pyramid" e tra questi metto nell’ordine lo splendido Bauzà, il CAO Aniversario Maduro ed il Cuesta Rey no°9, senza trascurare il bellissimo Pyramid di Leon Jimenes.
Mi faccia un quadro della Maga s.p.a. oggi
Veniamo da lontano da quel 1963 in cui nascevo io e mio padre fondava l’Azienda.
Da allora abbiamo sempre operato nell’ambito della tabaccheria ed abbiamo continuato a farlo fino ad oggi.
Oggi il gruppo Maga spa opera su tutto il territorio con una rete vendita di 18 agenti.
Tutta la distribuzione e quindi la necessaria assistenza viene svolta direttamente dalla nostra sede di Arezzo.
Operiamo sia nell’ambito del tabacco che degli accessori con un ventaglio di prodotti e di proposte che riteniamo di tutto rispetto.
Nei sigari realizzati a macchina rappresentiamo i prodotti della Villiger Ireland quindi Don Esteban, Newminster, Tobajara, General Grant.
Abbiamo un rapporto consolidato con il colosso Swedish Match, per quanto riguarda i machine made dominicani Garcia y Vega e Robt.Burns Black Watch ed abbiamo da poco concluso un accordo importante che molto presto ci consentirà di distribuire i famosi sigari KING EDWARD in Italia per conto di Swisher Group.
Nell’ambito dei Premium Cigars siamo i distributori esclusivi dei marchi A. FUENTE, OPUS-X, BAUZA’, MONTESINO.
Rappresentiamo General Cigar per quanto riguarda EXCALIBUR, CANARIA D’ORO e DON SEBASTIAN.
Siamo inoltre distributori della famiglia J.C. NEWMAN quindi CUESTA REY, RIGOLETTO, LA UNICA e della famiglia NAT SHERMAN per i suoi omonimi sigari e trinciati per pipa.
Rappresentiamo CAO, LA AURORA e LEON JIMENES, oltre a questi abbiamo inoltre lanciato sul mercato due prodotti eccezionali realizzati a mano ad un prezzo estremamente contenuto, i SANTIAGO le cui vendite sono in costante ascesa e sempre da J.C. Newman i puros Honduregni DON SEVILLE, sono decisamente buoni, grintosi e costano veramente poco.
Nei trinciati per pipa rappresentiamo la tedesca Dan Tobacco con una gamma di tabacchi di alta qualità che comprende tra l’altro i trinciati per pipa CAO.
Siamo inoltre agenti per l’Italia di COLIBRI of LONDON accendini e penne, delle pipe W.O. LARSEN e G. JENSEN, delle pipe Ilio Barontini, e naturalmente curiamo la produzione e la ricerca di tutti gli accessori da fumo che il panorama nazionale ed internazionale propone.
Che cosa le da maggior soddisfazione nel suo lavoro?
Quando entro in un negozio e vedo i nostri prodotti sulle vetrine, ecco quello è il momento topico, tutto il lavoro, i sacrifici, l’organizzazione di squadra e l’impegno vengono premiati.
Per me questa è la maggiore soddisfazione e il segno che qualcosa abbiamo lasciato, che una traccia del nostro operato è stata impressa, siamo riusciti a mettere in movimento tutto quello su cui abbiamo lavorato.
Ed il miglior progetto realizzato?
Tutto nel lavoro è importante anche i progetti più piccoli o magari meno significativi alla fine hanno la loro importanza.
Comunque sicuramente il progetto King Edward alla fine è stato veramente gratificante, molto stress e lunghe trattative con tanta concorrenza da fronteggiare ma alla fine lo abbiamo strappato via noi.
Ma il mondo continua e dobbiamo guardare avanti per cui tanto lavoro e nuovi progetti da portare avanti.
Grazie per il tempo concessomi ed a rivederci alla prossima occasione.
Grazie anche a Lei e buon lavoro.