Due parole con
Kelner
Perché a Santo Domingo non si producono Cape
Bisogna comprendere che la coltivazione di cape è completamente
differente da quella per ripieno. Le piante richiedono molta più cura
ed attenzione. (A Santo Domingo vuoi per tradizione, vuoi per le
caratteristiche del terreno e clima non si sono coltivate cape).
La tendenza fino a pochi anni fa era di rivestire i sigari con
foglie Cunnecticut Shade americane, apprezzate per la loro finezza,
eleganza, perfezione e neutralità, che ben si adattano ai sigari
leggeri domenicani. Si è provato a sperimentare la coltivazione con i
sementi Connecticut a Santo Domingo ma i risultati non sono stati
soddisfacenti, il seme non si è bene adottato alle caratteristiche
morfologiche e climatiche dell’isola. Diversamente, in Ecuador si è
riuscita a produrre una eccellente capa con semi Connecticut, dalla
ormai famosa caratteristica equadorenia di essere Sun Grown, senza
teli per il filtraggio dei raggi solari.
Certamente si possono sperimentare altri tipi di semilla, è
sicuramente si avrebbero ottimi risultati. In effetti sono state
dedicate delle "serre" per queste sperimentazione con l’intento di
produrre una capa domenicana. Sono solo dei tentativi e ancora la
strada è lunga, non tanto per la difficoltà tecnica, ma per altre
condizioni necessarie per una sua produzione.
Il problema principale è garantire:
-
qualità
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continuità
-
quantità
-
Innanzitutto occorre garantire uno standard qualitativo
-
Bisogna fare in modo di garantire una produzione sufficiente per
le necessità, per lo stoccaggio e riserve. In una pianta da capa
solo poche foglie sono utilizzabili scarti sono enormi e quindi
servirebbero piantagioni molto vaste. E con il resto delle foglie
cosa si fa? I produttori di capa hanno avviato una produzione mirata
alla vendita di tabacco e non produzione di sigari, per cui le
foglie migliori saranno utilizzate come capa, e vendute alle
manifatture, mentre le foglie più rovinate o piccole o imperfette
seguiranno altri canali di vendita: sigari a macchina o altro. Una
manifattura che volesse produrre in proprio cape, avrebbe una
enormità di scarti e potrebbe pensare di utilizzare le foglie non
adatte a ripieno. Ma in questo caso i costi lieviterebbero parecchio
perché produrre una capa costa molto, molto di più che produrre
foglie da ripieno. Bisogna considerare il costo dei teli, la
manodopera aggiunta, il tempo di preparazione, la cura che
richiedono. Insomma perché spendere 10 volte per ottenere un
risultato analogo.
In conclusione la capacità di produrre cape esiste, ma bisogna
mettere sul piatto della bilancia un aspetto fondamentale: quello
economico. Non a caso gli Opus - X puros domenicani hanno costi quasi
proibitivi: quantità ridotte e costi alti.
Non dimentichiamo un altro aspetto: la moda.
Riconvertire una produzione, con stoccaggi e magazzini che
garantiscono continuità e qualità del prodotto, non è cosa da poco e
breve. Se quindi il mercato richiedesse una capa differente ad esempio
Maduro o Camerun, anziché attivare e riconvertire la macchina
produttiva è più semplice contattare un fornitore che garantisca
qualità e continuità. Anche nel mondo del sigaro è l’aspetto economico
che detta ritmi e strategie!!!
Liberamente tratto da una intervista a Mr. Kelner
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