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FAQ
Muffa sui Sigari…. come fare?
Distinguere i falsi
Cos'è il "PUROS"
I sigari incellofanati vanno lasciati o no nel cellofan?
Quanto tempo possono durare i sigari in un humidor?
Cosa fare se scopriamo il bicho nei sigari?
I sigari secchi si possono far riprendere?
E’ vero che i sigari si possono conservare nel frigo domestico?
Nell’humidor i sigari vanno tenuti divisi per non far mischiare i sapori e aromi?
Sapevate che:
una soluzione di sale e acqua (non allo stato liquido) crea in un ambiente chiuso una U.R. (umidità relativa) precisa e costante del 75%.
Muffa sui Sigari…. come fare ???
Spesso aprendo l'humidor si nota della muffa che fiorisce sul sigaro, localizzata particolarmente sulla testa.
Il sigaro è un prodotto naturale e vivo e in un ambiente molto umido, con una U.R. sopra 80%, può dare inizio alla formazione di muffe. Niente di grave, a patto di accorgersene per tempo.
Si può rimediare al pasticcio semplicemente pulendo delicatamente e accuratamente i sigari con un panno soffice (che non lascia peli), riporli poi nell'humidor alla giusta
umidità (circa 70%) e lasciarli riposare per un mese circa, monitorando periodicamente la loro lenta ripresa e rigirandoli nella scatola.
Distinguere
i falsi???
Nozioni base
Purtroppo, spesso, distinguere i sigari contraffatti con una semplice occhiata non è affatto facile (se non impossibile), ma vale comunque la pena di seguire una serie di consigli elementari e fondamentali:
- controllate se la vitola acquistata è distribuita ufficialmente in quel paese;
- diffidate di super-offerte o sconti galattici;
- rivolgetevi a venditori "seri" e competenti instaurando un rapporto di fiducia (stando comunque sempre all'erta!);
- controllate con maggiore attenzione i sigari "mitici", quelli introvabili e più costosi (che sono i più
falsificati!);
- verificate se la scatola riporta tutti i sigilli, marchi e accessori, e controllatene anche i materiali, peso e dimensioni. Spesso troverete le scatole già aperte per cui risulta impossibile giudicare la qualità dei sigari dall'analisi della confezione, ma uno sguardo non fa
male... cercate di evitare comunque confezioni troppo "smanacciate"!
- controllate la fascetta dei sigari e rifiutateli se hanno evidenti difformità dall'originale (tenete comunque presente che è facile
falsificare le fascette, quindi la perfezione della fascetta non garantisce la bontà del prodotto);
- analizzate a questo punto la fattura del sigaro: testa, taglio del piede, arrotolamento, capa, dimensioni,
forma... (tutti dettagli che riprenderemo e approfondiremo nel corso), magari confrontate il sigaro con uno sicuramente originale o rivolgetevi a qualcuno che possa esservi di aiuto;
- provate un sigaro a campione, magari quello più "bruttino"
... infatti spesso solo fumandolo si può avere la conferma della sua bontà! Mi è capitato più spesso di quanto si possa immaginare di provare sigari "belli" anche con un buon tiraggio e combustione ma insipidi o peggio
disgustosi... Tenete presente che si possono notare diversità (leggere) nel sapore anche fumando uno stesso
sigaro, (fatto questo maggiormente evidente nei "puros"), dovuto al raccolto e alla lavorazione dei sigari non sempre omogenei
...
Spero che questo primo decalogo (o ottalogo?)
vi possa essere di aiuto per evitare future..... fregature!
Purtroppo con il miraggio di facili guadagni alcune tabaccherie rifilano sigari "tarocchi"; può succedere in Italia ma più facilmente a Cuba dove gli impiegati cercano così di arrotondarsi lo stipendio (alquanto magro), e anche (mi è capitato) in Spagna e Svizzera. Diventa così veramente difficile
l'approvvigionamento... di chi fidarsi, come difendersi dai rivenditori che con pochi scrupoli alimentano il mercato dei falsi?
EVITATE certi commercianti !
Cos'è il
"PUROS"?
Per "puros" si intendono tutti i sigari costruiti con tabacco proveniente da un'unica nazione; le foglie del ripieno (filler) (tripa), sottofascia (binder) (capote), e fascia esterna (wrapper) (capa) devono quindi venire da piantagioni di uno stesso paese.
I cubani sono quindi effettivamente dei puros essendo tutti costituiti rigorosamente con piloto cubano, ma ci sono anche molti altri illustri esempi di puros provenienti da altre nazioni come:
- Fuente Fuente Opus X (Dominicano)
- Padron (Nicaraguense)
- Mayorga (Nicaraguense)
- Valencia (Honduras)
- Don Melo (Honduras)
- Te - Amo (Messico)
- Ecc…..
Da notare che questa è la definizione moderna del termine puros che originariamente veniva usato per indicare prodotti costruiti interamente (100%) di tabacco per distinguerli da quelli che usavano anche la carta (come le sigarette).
Ancora oggi molte confezioni di sigari e sigarini riportano infatti la dicitura "100% tabacco".
I
sigari incellofanati vanno lasciati o no nel cellofan?
Dipende. Se si pensa
di fumare il sigaro in breve tempo si può a mio avviso lasciare
tranquillamente il sigaro nel suo contenitore, che tra l’altro
aiuta a prevenire sfogliamenti del rivestimento, e a mantenere un
ambiente umido all’interno. E’ anche più comodo il trasporto,
specie se non si è muniti di un humidor da tasca. Se invece si
pensa di tenere i sigari nel proprio humidor per più tempo
(svariati mesi), è buona norma togliere il cellofan, e permettere
così al sigaro di respirare.
Quanto
tempo possono durare i sigari in un humidor?
Beh, direi svariati anni! Basti pensare
che ci sono sigari prodotti da 20-30 anni o più che se ben
conservati sono ancora eccezionali, anzi con il tempo migliorano
omogeneizzando meglio la ligada e garantendo una fumata più tonda.
Potremmo quindi paragonare i sigari ai vini d’annata. Ovviamente
ognuno ha il suo palato e le proprie preferenze, per cui c’è chi
preferisce sigari appena fatti o viceversa chi gradisce sigari ben
stagionati. Permettersi di fumare un avana pre-Castro, non è però
un piacere (se di piacere si tratta) riservato a molti dati i prezzi
non propriamente accessibili ai più, me compreso!
Cosa
fare se scopriamo il bicho nei sigari?
Se si dovesse
incappare nella disavventura del bicho (cosa più frequente
di quanto si possa immaginare), c'è solo una cosa da fare, sempre
che i sigari siano ancora recuperabili: congelarli.
La prassi in questi casi è di prendere la scatola infetta,
avvolgerla con del domo-pack e metterla per almeno tre giorni
nel freezer. Il freddo debellerà insetti e larve. Dopo i tre giorni
riporre la scatola nel frigo per almeno 10 giorni, magari facendo
passare col tempo dal ripiano più freddo a quello meno freddo.
Infine lasciare riposare i sigari per almeno un mese (ma io
consiglierei almeno un paio) per far raggiungere gradatamente la
giusta umidità in tutte le parti del sigaro. Nel caso il bicho
colpisca solo una scatola di una serie di confezioni rimaste a
contatto, è buona norma precauzionale congelare tutte le scatole; a
voi la decisione e l’eventuale rischio!
I
sigari secchi si possono far riprendere?
Certamente, basta non
avere fretta! Il sigaro è un prodotto naturale, capace di assorbire
umidità. Basta mettere il "paziente" in un ambiente con
il giusto tasso di umidità e pian piano si riprenderà. La cosa
fondamentale per un corretto rinvenimento è fornire umidità
gradualmente, mettendo i sigari in ambienti gradatamente sempre più
umidi fino a quello ideale (circa 70% u.r.). È naturalmente vero
che i sigari riumidificati non saranno come in principio, avendo
perso degli oli essenziali. Avremo generalmente una fumata più
piatta e meno complessa, ma pur sempre gradevole.
E’
vero che i sigari si possono conservare nel frigo domestico?
Diciamo con le dovute
precauzioni e limitazioni del caso. Le condizioni ottimali di
conservazione, sono 70% di umidità e 18°C circa. Ora, nei
frigoriferi domestici la temperatura è ben al di sotto dei 18°C,
quindi è bene riporli nel posto meno freddo, nel ripiano dove si
tengono le verdure. Tenete comunque presente che questa è una
soluzione tampone, temporanea e che prima di fumare è bene lasciare
riposare il sigaro fuori dal frigo a temperatura ambiente per
qualche ora, per evitare che bruci male e si crepi o sfogli il
rivestimento.
Nell’humidor
i sigari vanno tenuti divisi per non far mischiare i sapori e aromi?
Ad essere dei puristi io direi di si.
Ogni sigaro ha un suo aroma derivante dagli oli della capa, che
sarebbe bene non intaccare con altri. La cosa che in pratica però
consiglio è semplicemente di separare sigari con aromi molto
intensi e decisi (vedi cubani), con altri dai profumi più delicati
(vedi dominicani), che ne risentirebbero. Volendo separare all’interno
di una scatola diverse varietà di sigari si possono inserire più
divisori o in mancanza delle strisce di cedro ricavate dai fogli
presenti nelle scatole di vendita dei sigari.
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